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Dissequestrato il forum "Al femminile"

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alfemminile-seqDopo i recenti accadimenti che avevano visto il forum alfemminile.com al centro di una vicenda riguardante la distribuzione illecita di sostanze anoressizzanti ad azione stupefacente e dopante, il forum dedicato alle donne ha completamente riaperto i battenti il 16 novembre scorso.Il 26 settembre i NAS avevano predisposto un sequestro preventivo dell'area del forum "Linea, salute e benessere". Con l'annullamento di questo provvedimento la procura di Savona, responsabile dell'indagine, ha inoltre dichiarato la totale estraneità di alfemminile.com ai fatti.

Hotfile, persa la battaglia con la MPAA

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Niente da fare per Hotfile. Il celebre servizio di file sharing ha perso la sua battaglia legale con MPAA (Motion Picture Association of America – Organizzazione americana dei produttori cinematografici) ed è costretta adesso a fornire i dati dei propri utenti all’associazione per dimostrare come Hotfile stia traendo profitto dalla violazione di copyright.

Le cose si erano messe bene per la MPAA già nel mese di luglio, quando il giudice della sentenza aveva dichiarato di appoggiare la causa dell’organizzazione: «La denuncia sostiene che Hotfile.com è un sito web utilizzato per promuovere la violazione del copyright e sostiene che lo stesso sostenga attivamente questo movimento con la creazione di un business strutturato che incoraggia l’utente a violare il copyright».

Il caso si è dunque chiuso come tutti si aspettavano: la MPAA può dimostrare che Hotfile promuove la violazione del copyright accedendo a tutti i file caricati sui server, inclusi titoli, numeri di download, downloader e uploader. Hotfile ha provato ad evitare la sentenza, sostenendo che la cosa andava inevitabilmente a violare (a proposito di violazione) la privacy dei suoi utenti. La Corte Federale non ha però voluto sentire ragioni, la MPAA può adesso agire contro il servizio di file sharing.

La sentenza delle Corte Federale mette dunque la firma su un nuovo precedente nell’infinita lotta alla pirateria online, sancendo di fatto il diritto da parte delle major di accedere alle informazioni relative ai servizi ove avviene il caricamento dei file protetti dal diritto d’autore da parte degli utenti. Le conseguenze di questa decisione potrebbero dunque riversarsi su altri contenziosi attualmente in fase di risoluzione, fornendo nelle mani dell’industria cinematografica una nuova arma. (Via)

Il forum "al femminile" posto sotto sequestro

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Due milioni e ottocentomila messaggi contenuti in un forum femminile sequestrati e resi inaccessibili alle donne italiane. Tutti i forum associati al forum principale “forma, salute e benessere” del portale femminile “al femminile” tra i più cliccati dalle donne italiane con oltre 3.700.000 utenti unici al mese e 2.800.000 navigatori occasionali, sono stati assoggettati a sequestro preventivo dai NAS di Roma su ordine della Procura della Repubblica di Savona. (Fonte notizia) Secondo gli organi di stampa il sequestro sarebbe avvenuto perché sul forum, frequentato da centinaia di migliaia di donne italiane ci sarebbero stati alcuni messaggi che rimandavano all’acquisto di sostanze ritenute dannose per la salute. Se la notizia riportata dalla stampa fosse vera vorrebbe dire che gli organi di polizia giudiziaria nel caso specifico non si sono limitati a sequestrare i messaggi contenenti incitamento o istigazione alla vendita di sostanze dimagranti pericolose per la salute, ma hanno sequestrato 2 milioni ottocentomila messaggi di donne che si scambiavano semplici consigli sul proprio benessere. E’ proporzionata questa misura? Non lo è. Non lo è dal punto di vista procedurale in quanto nonostante alcune “altalene” giurisprudenziali i principi di gradualità, proporzionalità ed adeguatezza delle misure cautelari si devono ritenere applicabili anche alle ipotesi di sequestro preventivo. In poche parole la pubblica accusa si sarebbe dovuta domandare se l’applicazione della misura fosse stata in grado di ledere principi costituzionalmente tutelati quali quello, di rilevanza costituzionale, di libera espressione del pensiero e di libera discussione in relazione ai messaggi che nulla avevano a che vedere con la proposizione di sostanze ritenute o meno illegali. Non lo è dal punto di vista investigativo in quanto gli organi di polizia giudiziaria avrebbero dovuto e potuto sequestrare solo i messaggi dal contenuto istigatorio e non tutto il forum. Questo avrebbe significato però un lavoro di “scrematura” dei contenuti lesivi da quelli non lesivi che probabilmente avrebbe dovuto essere fatto dagli organi di polizia giudiziaria. Attività che verrà svolta con certezza in seguito dalla polizia giudiziaria, nei tempi e nei modi della burocrazia italiana all’interno di un procedimento che pende da più di un anno. Ci sarebbe stato tutto il tempo quindi di separare i messaggi lesivi da quelli del tutto innocui ( si parla di quasi tre milioni di messaggi) lasciando quindi alle donne italiane la possibilità di confrontarsi sui forum su temi del tutto leciti e, direi, necessari, per l’esercizio della libera manifestazione del pensiero. Non lo è perché al posto del sequestro la pubblica accusa avrebbe potuto tranquillamente acquisire le tracce telematiche di coloro che “postavano” i contenuti ritenuti illeciti e disporre poi l’intercettazione telematica delle utenze degli autori cosi individuati senza disporre il sequestro di un intero forum. Se passasse questa “tecnica investigativa invasiva” vorrebbe dire che qualsiasi forum ( e qualsiasi blog) sarebbe soggetto a chiusura per anche solo un messaggio che incita al compimento di un possibile reato realizzando cosi una vera e propria “censura” dei messaggi presenti su un forum che nulla hanno a che vedere con la realizzazione di un reato. I sequestri dei forum sono ammissibili, come la Cassazione insegna, ma attenzione ad adottare misure che comportino in realtà censura con strumenti cosi incerti come il sequestro preventivo. (Via)

I dipendenti di Apple, Google e Palm si accordano? Al via una class action

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I dipendenti sono delle risorse? Sicuramente si e sono anche costosi, soprattutto se diventano degli elementi chiave delle società in cui lavorano. Per evitare che passino ad altre aziende, infatti, di solito le società aumentano gli stipendi e i bonus. Per evitare questi aumenti Apple, Google e Palm si accordarono segretamente per evitare la corte ai dipendenti delle reciproche società.

Tutto questo, voluto anche da Steve Jobs, fu fermato dal Dipartimento di Giustizia americano che scoprì l’accordo. Evitare che un dipendente vada a lavorare presso un’altra azienda permette di non perdere risorse e risparmiare denaro ma, nello stesso tempo, blocca la carriera e gli aumenti per i dipendenti.

Per tale motivo nei prossimi giorni sarà attivata una class action contro le società che si accordarono. Se la class action dovesse vincere Apple potrebbe pagare diversi milioni di dollari ai dipendenti danneggiati dall’accordo. (Via)


Italiaprogrammi beffa l'Antitrust. Nuova denuncia dell'Aduc

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Oggi prende il nome di ItaliaProgrammi, ma è già noto ai più come Easy Download: la truffa ha coinvolto migliaia e migliaia di utenti in tutta Italia, proponendo download gratuiti e tentando in seguito di costringere l’utenza al pagamento di un abbonamento annuale pari a 96 euro. La truffa è nota ed è già stata sanzionata anche dall’Antitrust, con l’ADUC in prima fila nel tentativo di tutelare gli utenti italiani tratti in inganno dal meccanismo. Ma i responsabili dell’inganno non hanno intenzione di desistere ed hanno così dato vita ad un sistema ancor più meschino e pericoloso, nascondendosi dietro a siti del tutto legittimi. Anche il Gruppo HTML si trova inconsapevolmente coinvolto e Webnews, parte integrante del gruppo medesimo, è in grado di assicurare circa la più totale estraneità di HTML.it rispetto ai truffatori di EasyDownload prima ed ItaliaProgrammi poi. Quando Easy Download era ormai irrimediabilmente condannato ed estesamente conosciuto dall’utenza (a tal proposito anche la nostra redazione ha fatto del proprio meglio per informare circa la truffa in atto), i truffatori hanno avuto buon gioco a celare il proprio meccanismo sotto un nuovo nome, bypassando così le possibili resistenze degli utenti più informati e riuscendo così a ripristinare il tasso di successo con cui Easy Download poteva operare prima che scoppiasse lo scandalo. Il successo teorico dell’antitrust diventa però presto nella pratica un insuccesso, così spiegato dall’ADUC nel proprio comunicato:
La vicenda Italiaprogrammi è identica a quella Easydownload, denunciata da Aduc l’anno scorso. A seguito della denuncia, l’Antitrust ha aperto una istruttoria e condannato la Eurocontent Ltd, società tedesca che gestiva il sito Easydownload, al pagamento di una multa esemplare, ben 960.000,00 euro, che però la Eurocontent non pagherà mai, perchè ha visto bene di dichiarare il fallimento ad aprile 2011. A nulla è valsa la successiva e ulteriore multa di euro 30.000,00 comminata dall’Antitrust per non aver ottemperato al provvedimento di condanna. Si tratta di 990.000,00 euro che le casse dello Stato italiano non vedranno mai, così come gli utenti truffati non vedranno mai i 96,00 pagati alla Eurocontent (secondo la stessa Antitrust si tratta di somme pagate fra i 500.000,00 euro e il milione di euro).
Le pressioni dell’antitrust contro il nuovo meccanismo hanno però scatenato la reazione dei truffatori, i quali hanno intrapreso due iniziative per celare al meglio la propria attività. Innanzitutto hanno cambiato il nome dell’azienda, ora denominata Estesa Limited, ed inoltre hanno ideato un sistema di redirect che di giorno nasconde la truffa e di notte lancia l’attacco. Ma il meccanismo è stato scoperto, con tanto di nuova segnalazione all’Antitrust affinché faccia qualcosa per impedire il perpetrarsi di una truffa che ha già fatto ingenti danni nel nostro paese. Lasciamo ancora una volta alle parole dell’ADUC la descrizione di quanto scoperto, poiché è dalle ricerche dell’associazione che emerge in tutta la sua gravità il nuovo meccanismo truffaldino:
Di giorno il loro link mydownload-club.info/Flash-Player.html non conduce alle pagine web di italiaprogrammi ma al noto, e affidabile, sito di download gratuiti Download.html. Il sito offre lo stesso servizio di italiaprogrammi, richiede una registrazione, il tutto pero’ gratuitamente, e non a pagamento. Di sera e di notte lo stesso link porta invece alla pagina di registrazione di Italiaprogrammi. Perché? Estesa, o chi per loro, all’insaputa dei gestori del sito Download html – lo diamo per scontato, non possiamo immaginare che Download html sia in “combutta” con Italiaprogrammi – di giorno opera un reindirizzamento automatico del link mydownload-club.info/Flash-Player.html alla pagina del noto sito. Nella barra di url non comparirà però l’indirizzo del sito visualizzato, ma sempre l’indirizzo sorgente, anche continuando a navigare nel sito. Estesa, nasconde all’utente il link originale di download.html.it, facendo dunque credere all’utente di:
  • navigare sul noto sito;
  • che dunque il sito mydownload-club.info/Flash-Player.html “appartenendo” a download.html è un sito “sicuro”, cioé di reale download gratuito;
Una cosa è certa: il Gruppo HTML non ha nulla a che vedere con la truffa in cui è stato coinvolto download.html.it e, anzi, il sito è chiaramente vittima prima delle azioni della Estesa Limited. Download.html.it è un sito del tutto gratuito e legale, mentre ItaliaProgrammi è una truffa alla quale l’utenza deve porre particolare attenzione. Webnews ha seguito fin dalla prima ora le vicissitudini legate ad EasyDownload e continuerà a fornire il proprio servizio informativo agli utenti. Chi risulta essere stato truffato dal sistema può rivolgersi all’ADUC per ottenere maggiori indicazioni sulle operazioni da eseguire per tutelarsi dal punto di vista legale. Con una raccomandazione su tutte: occorre evitare di pagare l’abbonamento richiesto dalla Estesa Limited, ignorando ogni possibile minaccia legale ricevuta: la truffa è stata smascherata ed i tentativi di ottenere il pagamento sono un’arma che spara a salve. (Fonte Aduc Via Webnews)

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