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Google salva Wikipedia

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L’appello diramato da Jimmy Wales è riuscito a cogliere nel segno. Nelle scorse ore, infatti, la Wikimedia Foundation ha ricevuto una donazione pari a 500 mila dollari per poter proseguire quello che è ad oggi uno dei progetti aperti di maggiore successo al mondo. La firma in calce alla donazione è quella della Brin-Wojcicki Foundation, non nuova a simili gesti. Il nome della fondazione che ha versato tale cifra nelle casse di Wikipedia rende dunque subito chiaro chi in realtà ci sia dietro: Sergey Brin, uno dei due fondatori di Google, e la moglie Anne Wojcicki, co-fondatrice del progetto 23andMe. Entrambi hanno dato vita ad una fondazione che già in passato ha effettuato donazioni per sostenere progetti ritenuti validi e quanto accaduto ne è l’ennesima conferma. Grazie a questi 500 mila dollari Wikipedia potrà dunque attingere ad un bacino economico sicuramente più ricco rispetto alla situazione precedente, così da poter sostenere le spese necessarie per mantenere sempre funzionale l’intera infrastruttura server e pagare gli stipendi ai dipendenti attualmente assoldati per portare avanti il progetto. (Via)

Google+ introduce i giochi

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Google+ offre la possibilità di giocare coi propri contatti ad alcuni tra i titoli più popolari sui social network: il “valore aggiunto”, rispetto a Facebook, è costituito da una versione dedicata di Angry Birds. Già presente sul Chrome Web Store, il gioco di Rovio ha introdotto lo sblocco dei livelli invitando gli amici di Google+. Altri giochi sono quelli di Zynga, la società di FarmVille: per il momento, su Google+ distribuisce soltanto Zynga Poker. Seguono Digital Chocolate con Zombie Lane, Wooga con Bubble Island, Monster World e Diamond Dash, Playdom (acquisita da Disney) con City of Wonder e Wild Ones più una serie d’altri titoli sulla stessa falsariga. È presto per valutare l’impatto dei giochi sugli aggiornamenti di Google+: l’autorizzazione al profilo utilizza un metodo simile a quello rodato da Facebook e alcuni prevedono già notifiche o inviti per i contatti. Stando a Google «è soltanto l’inizio» e perciò ulteriori novità dovrebbero essere annunciate nelle prossime settimane. (Via)

La fibra e Internet aiutati dalla lega

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La Lega Nord ha sottoposto alla Camera una mozione a favore dello sviluppo digitale. Il documento, firmato dagli onorevoli Dozzo, Caparini, Crosio, Pini, Montagnoli, Fedriga, Fogliato, Lussana, Desiderati, Buonanno, Di Vizia, Torazzi, Allasia, Maggioni e Dal Lago è senza dubbio apprezzabile sotto il profilo dei contenuti. Forse la tempistica lascia un po' perplessi, considerato il recente scivolone del collega Giovanni Fava (Emendamento Fava bocciato: vittoria del Web libero), ma lasciamoci almeno per una volta alle spalle la cattiva fede.

Le mozioni di prassi servono a indirizzare la politica del Governo, quindi ben venga ogni azione a favore dell'Internet economy, some sottolinea il documento (Mozione 1-00839), per creare occupazione, rendere più efficiente la pubblica amministrazione, valorizzare il talento e consentire a tutti di sfruttare tutto il potenziale delle nuove tecnologie.

Vogliamo la fibra in Parlamento

Il testo firmato dall'onorevole Dozzo è persino gradevole alla lettura: nulla di nuovo ovviamente, ma comunque apprezzabile l'impegno. Vi sono riferimenti allo scenario europeo e a quello nazionale, le arretratezze e le prospettive per le imprese. Insomma, è come se a distanza di anni qualcuno si fosse ricordato dell'importanza delle tecnologie digitali.

"È urgente e necessario prevedere un piano di migrazione completa dall'attuale rete in rame al fine di garantire una sostenibilità del progetto ed evitare l'aumento dei prezzi ai clienti finali", si legge nella mozione.

"Le regole sui servizi di accesso delle reti di nuova generazione, che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni doveva definire, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo sono state un'occasione persa per creare le condizioni di sviluppo del mercato italiano della fibra ottica; è necessario realizzare una rete aperta, senza sovrapposizioni, che preveda una suddivisione dei costi tra gli operatori. La presenza di un altro operatore in alcune aree non renderebbe il mercato concorrenziale, ma porterebbe ad uno sviluppo a diverse velocità della rete di nuova generazione con un aggravio di prezzi per i consumatori".

La conclusione è una sorta di letterina di Babbo Natale, con la richiesta al Governo di:

  • attuare un piano di infrastrutturazione tecnologica in fibra ottica per massimizzare la penetrazione dei servizi broadband
  • perseguire l'obiettivo della creazione di un'infrastruttura di telecomunicazione capace di fronteggiare le sfide dell'innovazione
  • sviluppare una strategia che si dimostri adeguata a permettere ai cittadini ed alle imprese collocate nelle aree più strategiche di sviluppare rapidamente una domanda di accesso a servizi innovativi
  • prevedere interventi per opere di modernizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione strategiche con la realizzazione di una rete in fibra ottica
  • riservare un adeguato ruolo agli operatori di rete in ambito locale
  • incentivare la ricerca e le applicazioni alternative come, ad esempio, la power line communication (plc) per le aree rurali o le nuove tecnologie fotoniche
  • assicurare un'alta capacità di trasmissione alle principali città ed ai distretti industriali che ancora scontano un forte divario di connettività
  • promuovere la realizzazione di one network, un'unica infrastruttura di rete a banda larga, aperta, efficiente, neutrale, economica
  • promuovere ed incentivare una tempestiva migrazione dalla rete in rame a quella in fibra ottica alla cui realizzazione dovranno partecipare e contribuire tutti gli operatori
  • dotare con urgenza l'Italia di un'organica agenda digitale che preveda interventi nell'ambito delle infrastrutture tecnologiche, dei servizi finali e infrastrutturali
  • promuovere ogni iniziativa volta alla massima diffusione dell'utilizzo delle tecnologie digitali e alla sperimentazione dei relativi vantaggi
  • prevedere la neutralità tecnologica per tutti gli operatori di rete, anche quelli televisivi, al fine di ottimizzare l'utilizzo dello spettro elettromagnetico oltre che renderlo remunerativo per lo Stato. (Via)
 

Indagine UE sulle prestazioni ADSL, ora si ride

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La Commissione Europea farà partire a breve un'indagine comunitaria sulle prestazioni della banda larga residenziale. Grazie a un campione di 10mila utenti sarà mappato il Vecchio Continente. Ai volontari sarà fornito un piccolo apparecchio che condurrà una serie di test automatizzati.

La Commissione Europea sta per avviare uno studio per scoprire le prestazione della banda larga di tutti gli Stati comunitari. In collaborazione con SamKnows, al momento si stanno cercando 10mila volontari in 30 paesi: il rapporto finale infatti conterrà i dati europei e quelli di tre altre nazioni.
L'obiettivo è quello di fornire un aiuto ai Service Provider, enti regolatori e utenti per migliorare i servizi.SamKnows ha già lavorato con Ofcom nel Regno Unito e con la Federal Communications Commission statunitense, e il suo sistema è piuttosto innovativo.

"Ai volontari (qui per iscriversi, NdR) sarà fornito un piccolo apparecchio (Whitebox) da collegare alla connessione Internet domestica. Quando la banda larga non è in uso, la Whitebox condurrà una serie di test automatizzati per valutare la velocità e la performance della connessione", si legge nel comunicato ufficiale.

"Ciò consentirà di creare una mappatura in tutta Europa sulla fornitura del servizio di banda larga, che permetterà la pianificazione futura e offrirà trasparenza agli utenti abbonati a una connessione a banda larga".
I volontari poi "beneficeranno di un'analisi dettagliata in tempo reale" sulla performance del loro servizio ADSL sia in base alla velocità e che affidabilità.

"Le persone che si offriranno come volontari non solo avranno accesso gratuitamente alla nostra tecnologia, ma contribuiranno anche a migliorare i servizi di banda larga in tutta Europa; il loro aiuto infatti ci consentirà di dipingere un quadro delle connessioni in Europa", ha dichiarato Alex Salter, AD di SamKnows.

Bisogna sottolineare infatti che i rapporti realizzati con il "Misurainternet" italiano, rilasciato dall'AGCOM, ha lasciato un po' tutti perplessi. La mappa dei valori statistici regionali non solo è aggiornata al secondo semestre 2010 ma mostra ancora esclusivamente i dati di Veneto, Toscana, Marche, Puglia, Sicilia e Sardegna. Per di più, da addetti ai lavori, possiamo assicurare che il sito è stato realizzato per tenere lontani gli utenti normali: sembra un portale per specialisti.
Concludiamo con una nota: nel solo Regno Unito SamKnows ha scoperto che la performance della banda larga era il 50% meno veloce rispetto a quanto pubblicizzato. Ecco, e in Italia cara AGCOM com'è la situazione? (Via)

N00ter, il programma per beccare gli ISP disonesti

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Il ricercatore Dan Kandisky ha messo a punto uno strumento che permette di scoprire se un Internet Provider filtra indebitamente il traffico dei propri utenti. Si chiama N00ter, e sarà gratis. Da oggi possiamo finalmente pizzicare i provider che filtrano il traffico web, anche se ufficialmente lo negano. Grazie al ricercatore Dan Kaminsky, che alla conferenza Black Hat di Las Vegas ha presentato uno strumento - gratuito - per analizzare il comportamento degli ISP. Da oggi possiamo finalmente pizzicare i provider che filtrano il traffico web, anche se ufficialmente lo negano. Grazie al ricercatore Dan Kaminsky, che alla conferenza Black Hat di Las Vegas ha presentato uno strumento - gratuito - per analizzare il comportamento degli ISP. Si chiama N00ter, o "neutral router", e secondo il suo creatore ha l'obiettivo di individuare "violazioni della neutralità della rete". Anche se il termine violazione forse non è del tutto preciso, visto che salvo alcune eccezioni la Net Neutrality non è una legge in nessun paese del mondo. Il concetto comunque è molto importante: l'utente, una volta pagato l'abbonamento, dovrebbe avere accesso alle stesse prestazioni qualsiasi cosa faccia con la rete, che si tratti di stare tutto il giorno attaccato a YouTube, usare programmi P2P o limitarsi alla chat su Skype. A meno che non sia stato avvisato al momento di sottoscrivere il contratto. Alcuni provider invece "filtrano" il traffico, dando ad alcuni siti o servizi una corsia preferenziale (più veloce) e rallentandone altri. Legittimo o no, non dovrebbero essere loro a decidere. "Sono le piccole differenze che mi preoccupano. Bing è 50 millisecondi più lento di Google. È colpa dell'ISP e del milione di altre cose che potrebbero rallentarlo", spiega infatti Kaminsky, ricordandoci che il problema non riguarda solo il P2P. Un ISP potrebbe rallentare un sito o un servizio in favore di un altro per qualsiasi ragione. Per questo ha creato N00ter, un programma che cerca proprio di rilevare quei piccoli "trucchetti" nella gestione del traffico. Funziona come una VPN, e devia il traffico tramite un proxy per simulare diverse fonte e destinazione rispetto a quelle effettive. L'utente può usarlo per gestire ogni sito web, e scoprire se ci sono dei rallentamenti artificiali. Secondo Kandisky è impossibile per gli ISP creare un filtro che possa sfuggire a N00ter - che si può abbinare a un altro programma detto Roto-Nooter. Kandisky in ogni caso non vede sé stesso come un paladino della neutralità della rete, ma piuttosto della trasparenza verso i consumatori. "Li sto solo avvisando (gli ISP) di non fare nulla che non vorrebbero vedere sulla prima pagina di un giornale". In altre parole: che filtrino pure, ma che lo dicano ai propri clienti. Un'idea che sosteniamo volentieri. (Via)

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